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La Sardegna verso l'Unesco

Lunedì, 1 Marzo 2021

L’Università degli Studi di Sassari sostiene l’iniziativa dell’associazione “Sardegna verso l’Unesco” volta al riconoscimento della rete dei nuraghi quale patrimonio dell’umanità.

A tale progetto hanno già aderito il Consiglio e la Giunta regionale, il CRS4, il Distretto aerospaziale della Sardegna, la Fondazione di Sardegna, l’Università di Cagliari e oltre 300 Comuni dell’Isola.

Il Rettore dell’Università Sassari, prof. Gavino Mariotti, ha affermato che “l’Università ha il dovere di essere di supporto al territorio sotto il profilo scientifico e sociale, sostenendo le iniziative come la Sardegna verso l’Unesco, funzionali alla crescita e allo sviluppo del sistema Sardegna”.

L’Ateneo turritano è direttamente coinvolto nel progetto attraverso il Rettore emerito, prof. Attilio Mastino, e la prof.ssa Anna Depalmas, componenti del Comitato tecnico scientifico dell’Associazione, ma lo è anche attraverso le diverse eccellenze rappresentate dai docenti presenti nei dipartimenti Dissuf e Dumas.

La prof.ssa Antonietta Mazzette, Prorettrice per i rapporti con il Territorio, ricorda che dal 1972 l’Unesco assegna ad alcuni luoghi un valore di eccezionalità, meritevoli perciò di far parte del “Patrimonio comune dell’umanità”; sottolinea inoltre come in questo riconoscimento si stabilisca uno stretto nesso tra “mondo della natura” e “patrimonio culturale”, in quanto prodotto della creatività umana.

L’Italia detiene il record dei riconoscimenti Unesco, con oltre 50 siti considerati patrimonio dell’umanità, tra cui il Villaggio Nuragico di Barumini.

Il riconoscimento della civiltà nuragica come “Patrimonio dell’umanità” ha forti valenze sia di salvaguardia e di cura, sia economiche, non ultimo perché rafforzerebbe l’attrattività turistica della Sardegna e il coinvolgimento delle comunità locali.

Recentemente, il presidente dell’associazione Sardegna verso l’Unesco, Michele Cossa, ha dichiarato: “Il 31 marzo, quando l’Unesco deciderà, verrà scritta una nuova pagina di storia, legata alle nostre origini e alla nostra cultura ed espressione dell’unicità che rappresentiamo come popolo nel mondo. Abbiamo la possibilità di immaginare un futuro diverso, che partendo dal nostro patrimonio storico-culturale riesca a tutelare l’identità sarda (di cui i nuraghi sono espressione) integrandola in quelle che saranno le future linee di sviluppo dell’Isola”.