Cattedrale di San Nicola_Presentazione del monumento sepolcrale del conte di Moriana

Il Conte di Moriana tra storia, archeologia e medicina legale

Venerdì, 5 Marzo 2021

Questa mattina nella Cattedrale di San Nicola a Sassari sono stati presentati i risultati di un progetto di ricerca multidisciplinare guidato dall’ateneo turritano sulla misteriosa morte del governatore di Sassari, il Conte di Moriana (avvenuta il 29 ottobre 1802).

Un progetto ambizioso che ha permesso di far luce sulle circostanze della morte a soli 36 anni di Placido Benedetto di Savoia, figlio di Vittorio Amedeo Terzo di Savoia e della Principessa Maria Antonia Ferdinanda di Spagna: non dovuta a peste, colera o malaria, e nemmeno a un avvelenamento, ma per cause naturali connesse presumibilmente al cattivo stato di salute generale dell’uomo.

A questa conclusione si è giunti grazie a uno studio coordinato dal Centro per gli Studi Antropologici, Paleopatologici e Storici dei Popoli della Sardegna e del Mediterraneo, costituito nel 2014 presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari. Antropologia, anatomia, istologia, paleopatologia, medicina legale, archeologia: tanti sono gli ambiti di ricerca che si sono intrecciati in un percorso affascinante, al termine del quale è stato restituito alla città il monumento sepolcrale del conte Moriana, opera di Felice Testa (1763-1825), ospitato nella Cattedrale di San Nicola.

La base di partenza sono stati i documenti storici e letterari reperiti in vari Archivi (tra Cagliari e Torino). La ricerca è poi proseguita grazie alla riesumazione e all’analisi dei resti del principe sabaudo e dei ditteri (insetti) trovati nella sua sepoltura.

Stamattina i dettagli del progetto, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, sono stati illustrati pubblicamente nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato gli autori della ricerca: per l’Università di Sassari, Eugenia Tognotti, professoressa Ordinaria di Storia della Medicina; prof. Andrea Montella, Presidente della Struttura di raccordo della Facoltà di Medicina; prof. Pier Luigi Fiori, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche; Pasquale Bandiera, professore associato di Anatomia umana. Hanno partecipato anche il professor Alessio Pirino (Dipartimento di Scienze Biomediche), prof. Gianpiero Boatto (Chimica e Farmacia), prof. Maurizio Conti, Direttore della Scuola di Specializzazione in Radiodiagnostica dell’Università di Sassari. Fondamentale il contributo del paleopatologo Gino Fornaciari dell’Università di Pisa, uno dei massimi esperti in Italia di studi di mummie e scheletri dell’era moderna.

Niente sarebbe stato possibile senza la disponibilità e la lungimiranza dell’Arcidiocesi di Sassari con il suo Ufficio Beni Culturali e della Soprintendenza archeologica (rappresentata dall’architetta Francesca Frassetto). All’evento, che si è concluso con la benedizione del monumento da parte dell’Arcivescovo Mons. Gianfranco Saba, è intervenuta a nome del Rettore la professoressa Paola Pittaluga, Prorettrice dell’Università di Sassari alla Formazione e Alta Formazione. Era presente inoltre Mons. Giancarlo Zichi, Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Sassari, l’avvocata Luciana Fancellu in rappresentanza della Fondazione di Sardegna e il Rettore emerito Attilio Mastino. L’incontro è stato moderato dal giornalista Piergiorgio Pinna.

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Valentina Guido

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